Near miss: la vera prevenzione degli infortuni in azienda

I “quasi incidenti” – anche definiti come “near miss – sono situazioni o circostanze, che possono presentarsi nel contesto lavorativo, che non si traducono in infortuni, lesioni o malattie in danno dei lavoratori ma che avevano, concretamente, la potenzialità per essere tali.

È questa, infatti, la definizione contenuta negli standard internazionali di riferimento – come la UNI EN ISO 45001:2023 (“Sistemi di gestione per la salute e la sicurezza sul lavoro”) – che è in grado di racchiudere, al proprio interno, un panorama di fenomeni molto diversi tra loro.

Per comprendere questa complessità è utile richiamare il documento Segnalazione e comunicazione dei mancati infortuni e delle situazioni pericolose per le imprese edili”, pubblicato a novembre 2025 e frutto della collaborazione tra INAIL e FORMEDIL ITALIA (Ente nazionale per la formazione e l’addestramento professionale nell’edilizia).

Il documento, in via di sintesi, individua quattro possibili categorie di situazioni di rischio derivanti dalla correlazione tra una fonte del pericolo e lo svolgimento di attività lavorative:

  • situazione pericolosa: consiste nella situazione o condizione di fatto in cui risiede la potenzialità di verificazione di un incidente;
  • azione pericolosa”: comprende, oltre alla situazione pericolosa, anche l’interazione del lavoratore con la medesima situazione di pericolo;
  • incidente senza interazione: consiste nella concretizzazione del rischio, a cui la fonte di pericolo è collegata, al di fuori della presenza o dell’interazione del lavoratore;
  • incidente con interazione: consiste nella concretizzazione del rischio, a cui la fonte di pericolo è collegata, in presenza o nel corso dell’interazione del lavoratore ma senza che da questo derivi un incidente o un infortunio del lavoratore stesso.

Tutte queste circostanze – che, come è facile intuire, sono portatrici di una differente potenzialità di rischio di verificazione di incidenti o infortuni – possono integrare un evento suscettibile di rientrare nella categoria dei “near miss”.


La Piramide di Heinrich – che prende il nome dallo studioso che la ideò, H.W. Heinrich – esprime in forma grafica la correlazione statistica tra near miss, infortuni non gravi e infortuni gravi emersa al netto di approfonditi studi nel settore della sicurezza sul lavoro: secondo questo studio, ogni incidente grave è statisticamente preceduto da 29 incidenti minori e da 300 near miss (il rapporto, infatti, è 1:29:300).

Lo stesso studio, approfondito successivamente da E. Bird, ha dimostrato che per ogni incidente mortale ci sono circa 10 incidenti con traumi minori, 30 incidenti con danni e 600 mancati incidenti (ossia, near miss).

Nel contesto aziendale, infatti, i near miss costituiscono tanto degli importanti indici di valutazione della solidità e completezza del sistema di gestione della salute e sicurezza sul luogo di lavoro, quanto dei fattori da tenere in considerazione nell’ottica della prevenzione degli incidenti e del miglioramento continuo del sistema di gestione stesso.

Nella propria dimensione quali indici della completezza del sistema di gestione della sicurezza sul lavoro, il dato numerico circa la rilevazione dei near miss è un importante benchmark dell’efficienza delle misure di prevenzione e protezione implementate nel contesto lavorativo.

Tenuto conto delle dimensioni di ciascun contesto lavorativo e delle specificità delle attività svolte, la circostanza che il sistema di gestione sia in grado di rilevare un numero elevato di near miss spesso è indice della capillarità del sistema di sorveglianza e di controllo della sicurezza sui luoghi di lavoro.

L’individuazione delle fonti di rischio e delle non conformità, infatti, è il presupposto logico della relativa gestione, mediante l’individuazione e l’attuazione delle azioni correttive ritenute più opportune.


Per converso, un sistema di gestione dal quale emerga un numero di near miss rilevati nullo o eccessivamente basso – tenuto conto delle dimensioni del contesto lavorativo, della natura e dell’indice di rischio delle attività svolte – non è sempre indice dell’efficienza e dell’efficacia delle misure di prevenzione attuate, potendo – in alcuni casi – essere anche indice dell’insufficienza del sistema di sorveglianza e controllo delle attività lavorative e del sistema di rilevazione delle non conformità.

La prassi applicativa dei sistemi di gestione della salute e sicurezza evidenzia, tuttavia, come un valido sistema di rilevazione e gestione dei near miss debba necessariamente passare, oltre che attraverso la strutturazione di un capillare sistema di controllo e sorveglianza dei soggetti addetti alla prevenzione e protezione della sicurezza sul lavoro, anche attraverso la predisposizione di sistemi di rilevazione e segnalazione diffusa delle non conformità e delle situazioni di pericolo.

In quest’ottica il lavoratore, primo beneficiario dei sistemi di prevenzione e protezione, diviene parte attiva nell’implementazione di tali sistemi, disponendo di poteri di segnalazione che instaurano un dialogo con i soggetti responsabili della gestione dei near miss e della definizione delle relative azioni correttive e di miglioramento.

La rilevazione di un near miss o di una non conformità, nell’ambito di un valido sistema di gestione della sicurezza sul lavoro, rappresenta il punto di partenza del percorso di miglioramento continuo del sistema stesso.

Ciò perché, secondo gli standard e le best practices di settore, la rilevazione o la segnalazione di un near miss dà il via a una serie di attività, tra cui:

  • l’individuazione delle cause del near miss (c.d. “root cause analysis”), che possono essere di natura tecnica, organizzativa o comportamentale, talvolta anche legate a prassi comportamentali negligenti o imprudenti dei lavoratori;
  • l’individuazione della probabilità di verificazione di near miss del tipo di quello rilevato (o altri eventi a questo simili), tenuto conto della frequenza delle circostanze che lo hanno cagionato e della natura dell’attività svolta, unitamente alle tipologie di rischi che essa presenta;
  • la programmazione e la realizzazione di attività finalizzate ad analizzare il potenziale impatto negativo che l’evento di danno avrebbe potuto cagionare se si fosse verificato;
  • la previsione di misure di gestione dell’eventuale danno, qualora dovesse verificarsi, anche sulla base dell’analisi del potenziale impatto che lo stesso avrebbe potuto avere;
  • la definizione delle azioni di miglioramento finalizzate a non far ripetere le circostanze o le cause che hanno condotto al near miss rilevato;
  • le modalità di verifica della corretta implementazione delle azioni correttive individuate e dei risultati raggiunti in termini di aumento del livello di sicurezza.

La corretta rilevazione e gestione dei near miss, insomma, sta assumendo un’importanza sempre più centrale nella strutturazione dei sistemi di gestione della prevenzione e della sicurezza sui luoghi di lavoro.

In quest’ottica, infatti, la L. 198/2025 – che ha convertito in legge il D.L. 159/2025 – ha previsto che, entro sei mesi dalla sua entrata in vigore (ossia il 31 dicembre 2025), il Ministero del lavoro, d’intesa con INAIL, debba elaborare delle linee guida per l’identificazione, il tracciamento e l’analisi dei mancati infortuni da parte delle imprese con più di quindici dipendenti.

Inoltre, nel medesimo termine, il Ministero del Lavoro dovrà con decreto individuare anche le modalità attraverso le quali le imprese di cui sopra dovranno comunicare i dati aggregati relativi agli eventi segnalati come mancati infortuni e le azioni correttive o preventive intraprese per il miglioramento della sicurezza