Nuove misure di prevenzione degli incidenti sul lavoro

Il 28 ottobre 2025, il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo Decreto Legge che introduce “misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di protezione civile”, con l’obiettivo di rafforzare la prevenzione degli incidenti e promuovere una responsabilità estesa tra tutti gli attori coinvolti.

Le misure, dal valore stimato di circa 900 milioni di euro, introducono strumenti digitali ed un sistema di incentivi-penalità per le imprese. Il provvedimento si concentra sulla tracciabilità e la regolarità, in particolare nei cantieri e nei subappalti, segnalati quali settori ad alto rischio.

Una delle novità è, infatti, costituita dal badge digitale di cantiere che introduce un nuovo sistema elettronico di identificazione per tutti i lavoratori impegnati in appalti e subappalti nel settore pubblico e privato.

Si tratta di un’evoluzione del tesserino di cantiere previsto dall’art. 18 del D.Lgs. 81/2008, già ribattezzato badge di cantiere; la nuova norma, infatti, prevede che “le imprese che operano nei cantieri edili in regime di appalto e subappalto, pubblico o privato, siano tenute a fornire ai propri dipendenti la suddetta tessera, ma dotata di un ologramma non riproducibile e utilizzata come badge recante gli elementi identificativi del dipendente”.

Il badge, alla stregua di una carta di identità del lavoratore, conterrà una foto del lavoratore, le generalità, il datore di lavoro, la data di assunzione, l’eventuale autorizzazione al subappalto e soprattutto un codice univoco anticontraffazione, che permette di verificare in tempo reale se la persona è regolarmente assunta e assicurata.

L’attuazione della disposizione avverrà attraverso un decreto del ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentito il garante per la protezione dei dati personali e le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro.

Ogni badge sarà dotato di un QR code collegato alla piattaforma SIISL (Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa), gestita dal Ministero del Lavoro.

Attraverso questa connessione sarà possibile, per ispettori e datori di lavoro, verificare istantaneamente la regolarità del lavoratore, senza necessità di ulteriori documenti cartacei.

Il badge potrà essere cartaceo o digitale, a seconda delle scelte dell’impresa. In caso di controlli, la scansione del QR code permetterà di accedere ai dati del lavoratore già registrati sulla piattaforma nazionale, semplificando notevolmente la procedura di verifica.

Il badge non sostituisce la patente a punti per i cantieri, introdotta nel 2024, ma la integra.

Mentre la patente serve per monitorare la sicurezza aziendale (con un sistema di punteggi e sanzioni), il badge riguarda l’identificazione individuale dei lavoratori.

Nel nuovo decreto, tra l’altro, la patente viene rafforzata: il tetto massimo delle sanzioni sale da 6.000 a 12.000 euro e la presenza di un lavoratore in nero comporta ora una perdita di 5 punti, invece di uno.

Il decreto – si legge nella nota ufficiale di Palazzo Chigi – interviene inoltre in modo incisivo anche sulla formazione e sulla tutela specifica, prevedendo, tra l’altro:

  • rafforzamento della formazione per RLS – L’obbligo di aggiornamento periodico dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) viene esteso anche alle imprese con meno di 15 dipendenti, garantendo una formazione costante in tutti gli ambiti lavorativi. Inoltre, si innalza il livello qualitativo degli enti accreditati che erogano la formazione in materia, demandando a un accordo Stato-Regioni l’individuazione di criteri e requisiti di accreditamento;
  • sicurezza studenti (scuola-lavoro) – Si rafforza la tutela assicurativa INAIL per gli studenti impegnati nei percorsi di formazione scuola-lavoro, estendendo la copertura anche agli infortuni occorsi nel tragitto casa-lavoro e viceversa. Si introduce a carico dell’INAIL una borsa di studio per alunni e studenti superstiti di persone decedute per infortuni sul lavoro o malattie professionali;
  • near miss e prevenzione – Viene promossa l’adozione di linee guida per l’identificazione, il tracciamento e l’analisi dei mancati infortuni (c.d. near miss) da parte delle imprese con più di quindici dipendenti. Strumenti di incentivazione economica e premiale saranno individuati per le imprese che adottano modelli organizzativi avanzati di gestione della sicurezza e di tracciamento dei mancati infortuni;
  • visite mediche aggiuntive – In relazione alle attività ad alto rischio di infortuni, si introduce una nuova tipologia di visita medica nei confronti del lavoratore qualora vi sia il ragionevole motivo di ritenere che si trovi sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o alcoliche;
  • destinazione sanzioni – Le risorse introitate dalle ASL a seguito dei provvedimenti sanzionatori saranno utilizzate in via esclusiva per attività di sorveglianza epidemiologica dei rischi, al rafforzamento dei servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (SPRESAL) e ad attività di formazione e aggiornamento professionale.

Il Decreto interviene anche sul fronte della Vigilanza, prevendone un netto potenziamento, nonché su quello degli incentivi per le imprese virtuose.
L’attività di vigilanza dell’INAIL, come già anticipato, sarà focalizzata maggiormente nei confronti dei datori di lavoro che ricorrono allo strumento del subappalto, sia pubblico che privato, con l’obiettivo di incidere sulle catene complesse.

L’INAIL, a partire dal 1° gennaio 2026, attuerà un sistema bonus-malus che modulerà le aliquote contributive: saranno premiate le aziende con un trend positivo in materia di sicurezza e saranno penalizzate quelle inadempienti. Per accedere a certi benefici, come la Rete del lavoro agricolo di qualità, le imprese dovranno dimostrare l’assenza di sanzioni o condanne penali nei tre anni precedenti.

Il provvedimento prevede anche un aumento dei fondi per l’attività ispettiva, con assunzioni di figure dedicate ai controlli tra Ispettorato del lavoro e Carabinieri.

Insomma, tante sane idee, per certi versi, ancora “in cantiere”. La sfida più grande sarà quella di rendere effettivi gli interventi descritti.

Ad un anno esatto dall’entrata in vigore della patente a crediti, pensata proprio per monitorare la sicurezza aziendale, i dati a disposizione descrivono un quadro piuttosto distante dagli obiettivi prefigurati dal legislatore. All’inizio di aprile 2025 risultano essere state rilasciate, infatti, soltanto 440.000 patenti, rispetto alle circa 900.000 stimate in fase di avvio, comprendenti sia imprese sia lavoratori autonomi operanti nel settore edile.

Il dato numerico trova una spiegazione nella scelta di molte imprese di conseguire la certificazione SOA, ritenuta procedura più rodata e funzionale alla partecipazione agli appalti pubblici, invece di richiedere la patente a crediti, ritenuto probabilmente, fino ad ora, un ulteriore adempimento burocratico.